KYOTO, DOVE IL TEMPO SEMBRA ESSERSI FERMATO

A Kyoto si respira ancora l’aria della vera tradizione giapponese, qui per certi versi il tempo sembra essersi fermato, passeggiare per le stradine del centro storico e visitare i suoi numerosissimi templi vuol dire fare un salto nel passato del Giappone più autentico; dal caratteristico quartiere di Higashiyama a quello più celebre di Gion, dove potrete incontrare ancora qualche geisha, Kyoto offre uno spaccato meraviglioso sulla vita di un Giappone che sì guarda al futuro ma è ancora saldamente ancorato ad un passato che non vuole dimenticare.

Kyoto è stata capitale imperiale fino al 1868 e fu ridotta più volte in macerie a causa dei terremoti, degli incendi frequenti e dei lunghi conflitti civili.

Se organizzate un viaggio in Giappone, Kyoto non è solo una tappa obbligatoria ma è LA tappa, il luogo in cui consiglio di trascorrere il maggior numero di notti per la quantità di cose di vedere, tralasciando la più caotica Tokyo per immergervi invece nello splendido clima di questa magica città.

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Kyoto è attraversata dal fiume Kamo

 

 

Come arrivare

Dall’Italia, dovrete comunque atterrare a Tokyo o nella più vicina Osaka, per poi prendere un treno superveloce che vi consentirà di raggiungere Kyoto in brevissimo tempo.

A Kyoto ci si sposta prevalentemente con la metro che è composta solamente da un paio di linee ed è abbastanza semplice da capire ed usare.

Per gli spostamenti più lunghi invece, a cui sarete costretti per visitare i siti turistici più distanti dal centro, si può sempre prendere il treno dalla stazione principale di Kyoto.

Una menzione particolare va fatta per questa futuristica stazione che vi da il benvenuto nell’antica capitale imperiale, un soffitto altissimo con un’architettura moderna quasi spaziale, ed un grande centro commerciale (Cube) con negozi d’ogni tipo, particolarmente in contrasto con il senso di tradizione della città e proprio per questo così affascinante.

 

Cosa vedere

Un mese intero non basterebbe per vedere tutto quello che Kyoto ha da offrire, centinaia di pagode e templi meravigliosi, 4 giorni per me sono stati pochi purtroppo ed ho dovuto fare una bella selezione.

Ecco in breve i luoghi più significativi…

 

Castello di Nijo

La residenza degli antichi shogun nel periodo Edo. Si tratta di una delle poche fortificazioni del Giappone, il Castello di Nijo è famoso per gli interni molto decorati e per i suoi pavimenti detti “dell’usignolo” fatti in legno e ideati per produrre un suono molto simile a quello di un uccellino mentre vengono calpestati, servivano come avvertimento per segnalare l’eventuale presenza d’intrusi.

Il complesso è molto grande e bello da vedere, composto da svariati edifici collegati tra loro da passerelle di legno ed immerso in un caratteristico giardino giapponese.

Nelle svariate sale del castello, in cui si entra rigorosamente scalzi, sono rappresentati momenti di vita tipo dello shogun e della sua corte, è inoltre possibile ammirare le stupende pitture alle pareti ed i maestosi soffitti a cassettoni dorati.

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Veduta d’insieme del Castello

 

Gion

Gion è il più famoso dei quartieri di Kyoto, dove gli uomini d’affari giapponesi vengono a divertirsi trascorrendo il loro tempo in compagnia di geisha professioniste nelle tipiche case del tè.

La figura della geisha da sempre attira una grande curiosità ed esercita un’enorme fascino per le caratteristiche della sua professione, un’artista ed intrattenitrice, che nella cultura di Kyoto ha sempre goduto di grande rispetto ed ammirazione.

Ma le geisha hanno suscitato un certo interesse anche nel mondo occidentale e nella narrativa più recente, particolarmente celebre è il libro di Arthur Golden “Memorie di una geisha” da cui hanno tratto poi anche il film.

Nell’era moderna le geisha esistono ancora, proprio qui a Gion si trovano le ultime tradizionali scuole (ochaya) per diventarvi, anche se il loro ruolo nella società ha certamente perso importanza rispetto ad un tempo e la loro reputazione è minacciata dalle più lascive geisha onsen, dedite maggiormente alle arti sessuali che a quelle classiche.

Per le strette viuzze lastricate di Gion non mancherà l’occasione di incontrarne alcune, vestite in abiti tradizionali e truccate come si conviene e se sarete fortunati si presteranno anche a fare una foto con voi :)

Vicolo Pontocho è uno splendido viottolo che costeggia il fiume Kamo , pieno zeppo di ristorantini tipici dove gustare un buon pasto giapponese e particolarmente animato la sera, il tratto caratteristico della via sono le lanterne di carta esposte all’esterno di ogni locale che danno un tocco di colore di giorno e tanta luce di notte.

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… in compagnia di un simpatico trio di geisha
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Il teatro Kabuki, a Gion

 

Higashiyama

Il quartiere di Higashiama è il più intatto di Kyoto in quanto, essendo al di là del fiume, è stato risparmiato dai numerosi incendi che negli anni hanno invece devastato il resto della città, anche per questo ha un aspetto più rurale rispetto a Gion.

Nella zona orientale di Higashiyama, attraverso una strada in salita gremita di botteghe e bancarelle di street food, si raggiungono con un piacevole tragitto svariati templi.

Tra questi il più famoso e degno di nota è quello di Kyomizu, una vera e propria istituzione a Kyoto; è tra i più antichi luoghi di culto del Giappone, ha infatti ben 1000 anni.

Kyomizu sovrasta una splendida collina ed è costrutito interamente in legno, nella costruzione che è ancora una delle poche strutture originali, non è stato utilizzato neppure un chiodo, aspetto che lo rende davvero unico nel suo genere.

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Padiglione d’oro

Uno dei simboli di Kyoto è questo bellissimo padiglione scintillante, una struttura a tre piani interamente ricoperta di foglie d’oro, con in cima una fenice di bronzo.

Sicuramente si tratta di una costruzione suggestiva ed è da vedere anche se, considerando la sua fama ed il tragitto per raggiungerla (non è in centro e bisogna muoversi con bus e taxi) mi aspettavo un po’ di più.

Il Padiglione d’oro non è visitabile internamente ma si può ammirare solo da lontano, i turisti attraversano prima un viale alberato poi arrivano in un bel giardino con un laghetto al di là del quale si erge il Padiglione, tutt’attorno un breve percorso per vederlo da ogni prospettiva.

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Fushimi Inari

Un tempio che invece non mi ha deluso e che porto nel cuore è Fushimi Inari, costruito sulle cime dell’omonimo monte Inari.

Per raggiungerlo occorre prendere un treno dalla stazione centrale di Kyoto, sia il JR che i treni regionali coprono questa tratta ad ogni ora del giorno.

Il tempio di Fushimi Inari è dedicato alla divinità del buon raccolto, particolarmente venerata in passato dagli agricoltori ma anche dai commercianti che venivano a pregare chiedendo prosperità e fortuna negli affari. Il tempio fu costruito nel 711 dal clan Hata e distrutto da alcuni incendi durante la guerra di Onin, poi ricostruito e tutt’ora in continua fase di restauro; oggi è un’importante patrimonio culturale dell’umanità.

Ha una struttura articolata con vari altari posizionati in diversi punti del monte, in tutta l’area sono stati posizionati imponenti torii rossi sui sentieri che conducono alle zone del tempio.

Questi torii sono stati donati nell’arco dei secoli dalla gente comune, da commercianti e più recentemente anche da imprenditori come segno di rispetto e venerazione nei confronti della dività… l’insieme è molto suggestivo, un lungo tragitto che vi costringe ad una bella scarpinata di 4 km in salita ma che vale assolutamente la pena di essere fatto!

Una curiosità, troverete moltissime statue di volpi durante il vostro cammino, figura abbastanza singolare che infatti ho trovato solo qui in Giappone… le volpi secondo leggenda sono le messaggere di fortuna della dea Inari.

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Un altro splendido luogo che si può visitare a Kyoto è il Tempio Toji, la sua pagoda a cinque ordini è la più alta del Giappone … intorno, meravigliosi giardini!

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… continua

 

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